Ocean’s Eleven: non solo un film, ma un caso di successo nel Project Management
Gestire i progetti è uno sforzo complesso, ma ancora una volta il cinema offre qualche spunto di riflessione. “Ocean’s Eleven” non è solo un film di rapina, ma un vero e proprio caso di successo. Ecco come:
1. Condivisione dell’idea e confronto iniziale
Il progetto inizia con Danny Ocean, appena uscito di prigione, che ha un’idea: rapinare tre casinò di Las Vegas. Comunica la sua visione a Rusty, il suo alleato di sempre. Ogni progetto nasce da un’idea e il confronto iniziale con i membri del team è fondamentale. La comunicazione e la condivisione della visione sono alla base di ogni progetto di successo. Ma non basta avere solo una buona idea e un compagno di squadra. C’è sempre bisogno di un sponsor, cioè di qualcuno che garantisca il finanziamento e le risorse per portare avanti il progetto.
2. Pianificazione e team building
Danny forma un team di esperti, ognuno con competenze diverse ma complementari, spinti non solo dal guadagno economico, ma anche da un forte senso di orgoglio e desiderio di successo. La pianificazione è chiara: ogni membro ha un ruolo specifico e il piano viene studiato nei minimi dettagli. Ogni progetto, infatti, richiede una pianificazione meticolosa e un team che lavori all’unisono, con una visione condivisa degli obiettivi.
3. Realizzazione e gestione del rischio
Ma, come in ogni progetto, gli imprevisti sono inevitabili. Ocean si trova di fronte a un ostacolo tecnico: per entrare nei casinò, devono togliere l’elettricità a tutta Las Vegas. La soluzione è “strizza”, un dispositivo militare rubato in California. A questo punto, si presentano due opzioni: abbandonare il progetto o assumersi un rischio maggiore e proseguire. E poi arriva l’imprevisto più grande: Danny viene arrestato proprio alla vigilia della rapina. Ma il team non si ferma, perché c’è Matt Damon, il “back-up”. Ogni progetto deve prevedere una certa dose di ridondanza: le persone chiave devono essere in grado di coprirsi a vicenda e portare avanti il lavoro in caso di imprevisti.
4. Chiusura e celebrazione
E infine, quando il progetto è completato con successo, c’è il momento della chiusura. Il piano è andato a buon fine e il team celebra il successo con un brindisi, un simbolo di come ogni progetto, quando ben gestito, porta alla realizzazione degli obiettivi prefissati. La chiusura di un progetto non riguarda solo la fine, ma anche il riconoscimento dei risultati ottenuti e il festeggiamento per il lavoro ben fatto.
Di questo e altro abbiamo parlato qualche giorno fa insieme a Mauro De Bona, durante un corso interno dedicato al Project Management. In fondo, il vero valore di un progetto non sta solo nel risultato finale, ma nella capacità di affrontare ogni difficoltà lungo il percorso e di farlo insieme, come una squadra.
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