08 Ott 2024
EventiRiflessioni

Fare o non fare: non c’è provare. Fra Hollywood e il Manufacturing

Il futuro dell’Intelligenza Artificiale fra promesse e realtà

Tra presente e futuro, tra promesse e realtà: qual è il ruolo che ha oggi l’intelligenza artificiale nelle aziende manifatturiere? E quale sarà il suo destino?
Durante il Digital Day 2024 organizzato ad Altavilla Vicentina dal CUOA Business School abbiamo parlato di cambiamento in atto e potenziale, di fattori abilitanti, di metamorfosi, di errori potenziali e del futuro che ci aspetta.
Da un paio di anni l’Intelligenza Artificiale (in particolare nella sua declinazione “generativa”) promette molto, ma non sempre la realtà si sposa con gli affascinanti miti che narrano di un futuro in cui cambierà radicalmente il mondo del lavoro.
“Cambiamento” è un termine forse fin troppo abusato, la cui radice proviene dal greco “kambein”, che significa “curvare”. E quando si curva ad alta velocità – come accade in questi tempi esponenziali – c’è il forte rischio di perdere il controllo.
Ogni cambiamento, temuto o desiderato che sia, è una fase di transizione inevitabile fra ciò che eravamo e ciò che siamo e soprattutto saremo, un nodo che intreccia ed evolve il passato nel futuro.
Con queste premesse il Digital Day 2024 si è proposto di chiarire meglio cosa si intenda per Intelligenza Artificiale (il termine nasce nel 1956) e perché – dopo una prima stagione di entusiasmi sicuramente prematuri – oggi se ne parli nuovamente e così diffusamente.
Pensare all’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda non significa semplicemente immaginare l’utilizzo di chatbots (come ChatGPT, Gemini, Claude…) o robot pronti a sostituire l’uomo, ma abbracciare le molteplici opportunità di una tecnologia che sta muovendo i primi passi e che non ha ancora permeato realmente i processi operativi e organizzativi. Il settore manifatturiero, in particolare, offre al momento risultati inferiori rispetto ad altri campi dove l’adozione si è rivelata più rapida ed efficace.
Per questo è necessario accrescere la consapevolezza degli imprenditori riguardo al potenziale e alle attuali limitazioni dell’IA, anche per evitare un nuovo “effetto 4.0” in cui il forte interesse delle software factory (nel cavalcare la novità e alimentare il proprio business) rischia di gonfiare le aspettative e di scoprire che oltre il velo di promesse si cela una realtà molto meno esaltante.
Durante il pomeriggio sono intervenuti alcuni manager che hanno già iniziato a credere in questa metamorfosi, facendosene carico nella propria azienda, immaginandone l’applicazione e costruendo le condizioni – organizzative, culturali e tecnologiche – affinché l’intelligenza artificiale potesse trovare applicazione di valore.
Carraro – azienda specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di sistemi per la trasmissione di potenza, come assali e trasmissioni, principalmente per macchinari agricoli e per la movimentazione industriale – ha fatto un passo verso il futuro introducendo Copilot all’interno dell’azienda e avviando un percorso di alfabetizzazione IT e formazione tramite consulenze dedicate. Per due mesi i dipendenti hanno avuto la possibilità di esplorare e sperimentare liberamente l’utilizzo di Copilot, avendo così modo di creare diversi casi studio da discutere durante incontri settimanali dedicati. Sono così emersi vari esempi di utilizzo, come riassumere e rispondere alle e-mail, scrivere query SQL, creare contenuti grafici, presentazioni, testi e minute.
Haier, multinazionale cinese specializzata nella produzione di elettrodomestici e soluzioni per la casa, utilizza l’intelligenza artificiale per sviluppare smart products integrati con algoritmi avanzati. Questi dispositivi sono progettati per offrire funzionalità personalizzate attraverso l’applicazione hOn, che consente agli utenti di interagire direttamente con elettrodomestici “intelligenti” presenti in casa. Ad esempio, le lavatrici sono in grado di riconoscere il programma ottimale in base all’etichetta dei capi, mentre i forni rilevano il tipo di alimento al loro interno e impostano automaticamente il programma di cottura più adatto. Questo approccio permette di migliorare l’esperienza d’uso, non limitandosi a un “effetto wow” verso il consumatore, ma attivando un percorso verso una diversa relazione persona-macchina cui Haier è stata pioniera fin dai tempi di “Talking Bianca” – primo caso di chatbot applicato alle lavatrici Candy.
Anche Danieli, multinazionale italiana specializzata nella progettazione, costruzione e fornitura di impianti e macchinari per l’industria siderurgica, ha avviato un’iniziativa per raccogliere e valorizzare la propria conoscenza tecnica, distribuita a qualunque livello dell’organizzazione e distribuita in modo capillare nel mondo. Il progetto (“Danieli goes Digital”) ha consentito non solo di catturare il know-how, ma anche e soprattutto di elevare le competenze e promuovere innovazione. In pochi mesi le diverse progettualità sono confluite in un portale interattivo dotato di widget e che utilizza sistemi integrati con intelligenza artificiale, che rispondono a richieste scritte (prompting). La piattaforma è strutturata per coprire a tendere tutte le linee di prodotto dell’azienda, rendendo le informazioni tecniche facilmente accessibili e supportando in modo profilato l’accesso alla conoscenza di processi e prodotti.
Attraverso i casi presentati, è possibile affermare che già oggi l’intelligenza artificiale può supportare il mondo Manufacturing in tre ambiti di forte interesse, incrementando efficienza ed efficacia dei relativi processi: l’ufficio tecnico, l’office automation e lo smart product. Nell’ufficio tecnico l’innovazione si concentra sulla prototipazione virtuale dei prodotti, la simulazione dei costi, l’automazione dei disegni e la gestione di database e cicli produttivi. Nell’ambito dell’office automation, tecnologie come Copilot, il supporto nell’estrazione di conoscenza digitale, la replica di processi e avvisi, e il controllo documentale. Infine, per quanto riguarda lo smart product, vengono introdotte funzionalità di monitoraggio da remoto, autoregolazione dei dispositivi e dialogo diretto con il cliente, per offrire un’esperienza più interattiva e personalizzata.
Attraverso l’interazione con il pubblico e la sintesi di varie esperienze documentate, è stato tuttavia presentata una mappa molto più estesa di applicazioni dell’intelligenza artificiale alla catena del valore, considerando i processi di acquisto, i reparti e gli impianti produttivi, la logistica interna ed esterna e le relazioni con il mercato.
Stimolati sull’introduzione nella propria azienda di tali innovazioni tecnologiche, i presenti in sala hanno concentrato il proprio interesse strategico su tre principali ambiti: area vendite (con l’analisi dei comportamenti dei clienti), produzione (ottimizzazione, manutenzione e qualità) e automazione d’ufficio (Copilot).
Con una raccomandazione finale, affidata alle parole del maestro Yoda: davanti alla nuova sfida lanciata alle aziende dall’intelligenza artificiale, è già giunto il momento di “fare o non fare, non c’è provare”.